"Una Sartre in reggicalze con una filosofia da marciapiede" - Gian Paolo Serino, la Repubblica
"Leda è una fiaba romantica dal cuore malato, è una preghierina della sera recitata da Siouxsie" - Matteo B. Bianchi
La religione che diventa ossessione come un quadro del Mantegna appeso perennemente davanti agli occhi.
Così può essere descritta la prosa immaginifica dell’autrice.
Monologo non è il termine esatto, Leda, la protagonista della narrazione, vive nei meandri della sua mente. Un susseguirsi continuo di flash visionari e quotidiani che conducono chi legge a perdere il fiato.
Non c’è pausa, il ritmo è continuo e incalzante, suona come una canzone ascoltata in repeat.
Ogni parola si trasforma in sensazione e diventa di carne, ogni scena assimila l’agonia di cui queste pagine sono piene: Leda infatti è una storia d’amore e dolore su carta, come un lungo canto che si scioglie facendo restare appiccicati i polpastrelli all’inchiostro.
È una storia di una dolcezza che serra la gola, che procura il mal di stomaco per come graffia e scava nelle viscere.
Nello scorrere delle pagine l’autrice crea altari per i ricordi, per le visioni, per gli attimi, per la consapevolezza.
Leda vuole essere la consistenza stessa dell’emozione.
Angela Buccella riesce a scrivere un romanzo di carne che va ingoiato, quasi senza accorgersi del sapore.
Quello che resta è la preziosità di un racconto che va oltre la malattia.
“Angela io la leggo e poi mi si intrufola in ogni angolo della pelle, la ritrovo. Trovo parole. Parole che mozzano all’istante ogni convenzionalità. Angela io la leggo e trovo i corpi. Corpi che si fanno male, corpi del dolore offerto. Dolore della mente e dell’amore, inestricabile. In Angela trovo un autentico talento non comune. … Un linguaggio originale, maturo, musicale, ossessivo”. - Francesca Mazzucato
“Forse i personaggi di Angela Buccella cercano di attirare l’attenzione e di stupire solo perché, in fondo, non vogliono altro che essere amati”. - Andrea Malabaila
“Angela di sbagliato ha solo il nome, o forse no, nemmeno quello”. – Raul Montanari
“Le parole di Angela sono quelle di una psicopatica a uno psicopatico” – Aldo Nove
“Tempesta di lapilli e lava cristallizzata in inchiostro sulle pagine”. – Gianluca Morozzi
“Se qualcuno tocca Angela lo ammazzo” - Andrea G. Pinketts
“Tono che è già voce compiuta nonostante la giovane età dell’autrice”. - Stefano Massaron
Angela Buccella è nata nel 1982 a Milano, dove vive.
Si è laureata alla Università Cattolica del Sacro Cuore con una tesi in semiotica sul problema dello stile negli autori contemporanei.
Ha lavorato come autrice televisiva in un laboratorio multimediale.
Suoi testi inediti sono stati adattati a monologhi teatrali e messi in scena. È stata inserita in varie antologie di prosa e di poesia.
Si è occupata di arte e cultura scrivendo per varie riviste. Attualmente collabora con GQ e Rolling Stone.
Ha pubblicato Glamodama, 2005 e Nel paese delle ragazze suicide, 2006.
Leda è il suo primo romanzo. |